Doping a base di pillola blu – 518

L’uso improprio dei farmaci per aumentare le prestazioni sportive conosce sempre nuovi sviluppi. A conferma delle ragioni della campagna lanciata dalla FOFI

"E’ già da qualche tempo che noi professionisti dell’antidoping teniamo gli occhi ben aperti sul sildenafil (Viagra). Anche se non ci sono ancora prove scientifiche certe, l’uso così diffuso della pillola blu tra i giovani atleti ci ha infatti insospettito. Diciamo che è scattato un chiaro campanello d’allarme". Questo il commento di Roberta Pacifici, dirigente di ricerca del reparto farmacodipendenze, tossicodipendenze e doping dell’Istituto superiore di sanità (ISS), che commenta così lo studio (ma sarebbe meglio dire "tentativo") sui possibili effetti del farmaco sulle performance in campo, condotto dallo staff medico del Gremio, club vicecampione del campionato di calcio brasiliano. Studi che avrebbero confermato il miglioramento delle prestazioni sportive proprio grazie all’assunzione di questo farmaco. Soprattutto in  altura.

"Il principio attivo di questo medicinale, il sildenafil – spiega Pacifici – prolunga la contrattilità dell’endotelio vascolare. In pratica agisce come vasodilatatore e, associato con eritoproietina e anabolizzanti, migliora l’ossigenazione muscolare". Il campanello d’allarme, tra gli esperti dell’antidoping, è scattato circa un anno fa. "Uno studio condotto negli Stati Uniti, su atleti internazionali – sottolinea Pacifici – ha rilevato nelle urine di questi sportivi una presenza massiccia di questo principio attivo. Una presenza sospetta, dal momento che riguardava persone giovani e sane". Questa scoperta sembra che non sia passata inosservata all’Agenzia mondiale antidoping. "La Wada – sottolinea Pacifici – pur non potendo ancora inserire il Viagra tra le sostanze dopanti, lo ha inserito in un fascia d’attenzione, in attesa di studi scientifici ad hoc, che attestino la natura dopante del farmaco". L’Italia è in prima fila tra i Paesi che stanno studiando l’eventuale legame tra il sildenafil e il doping.

"La Commissione di vigilanza per la lotta al doping e la tutela della salute degli sportivi, istituita al ministero del Welfare, ha finanziato dei progetti per studiare il fenomeno. Alla fine delle ricerche – afferma l’esperta dell’Iss – saremo pronti a trasmettere una relazione dettagliata alla Wada". Studi necessari, a prescindere dall’alterazione dei risultati sportivi, dal momento che potrebbero esserci rischi per la salute di atleti professionisti e non. [Fonte: Farmacista 33]

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